Didattica

Attività di educazione all’immagine in occasione della mostra "Prix Pictet. Space"

Estate a CAMERA per bambini e ragazzi !

Archivio storico Città di Torino
Costi
Attività 1h 30min: 4€ | Attività 4h circa: 6€ | Visita guidata gruppi minimo 20 partecipanti: 3€
Per informazioni
T. +39 011.088.1150 | didattica@camera.to
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Programma
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Le proposte educative di CAMERA per la mostra Prix Pictet. Space si rivolgono a gruppi eterogenei di bambini e ragazzi dei centri estivi e possono avere una durata di un’ora e mezza o di tre ore e mezza, a seconda delle esigenze (in questo secondo caso con l’ipotesi di una pausa-merenda). Sono divise in una parte teorica e una pratica: una visita alla mostra – durante la quale la classe ha modo di conoscere le opere e gli artisti – e un laboratorio creativo in cui i contenuti appresi vengono tradotti in un’esperienza pratica, finalizzata alla realizzazione di un lavoro (singolo o di gruppo) che rappresenta anche un’occasione ludica e di relazione interpersonale, secondo le metodologie del learning by doing, dell’active learning e dell’empowered peer education.

I centri estivi sono organizzati in collaborazione con Arteco.

Il Family office, Tosetti Value S.I.M., da sempre attento al valore della formazione nel passaggio generazionale, è lieto di sostenere il programma educativo per le scuole di CAMERA.

Partner tecnico: Carioca

 

Lì fuori cosa c’è?
La fotografia è una porzione di mondo che viene selezionata al momento dello scatto attraverso l’inquadratura e che esclude ciò che rimane fuori dalla composizione. Alcune fotografie nascono con l’obiettivo di rappresentare in maniera iconica determinati luoghi, e le cartoline ne sono un classico esempio. Cosa viene tagliato fuori dall’inquadratura fotografica e, nel caso della cartolina, dall’immagine simbolica di un luogo? Durante il laboratorio si costruirà con la fantasia e si rappresenterà con colori e collage tutta quella parte di mondo che è stata esclusa dalla fotografia al momento dello scatto o in fase di postproduzione.

 

Storie di paesaggi senza fine
Il lavoro del fotografo, oggi, non si limita al momento dello scatto. Alcuni fotografi contemporanei non usano nemmeno la camera: raccolgono e manipolano, spesso con strumenti digitali, immagini preesistenti, andando a costruire nuovi significati. Altri lavorano sull’assemblaggio e la modifica delle proprie fotografie realizzando inedite narrazioni a partire da associazioni di immagini. Mentre Sohei Nishino lavora su mappe metropolitane costituite assemblando singole fotografie scattate nelle città, Beate Gütschow unisce immagini di edifici reali per dare vita a architetture utopiche. Fin dove può arrivare la manipolazione? Il laboratorio ha l’obiettivo di far riflettere sulla grande quantità di immagini prodotte ogni giorno, sulla loro origine e sulla possibilità che abbiamo di attribuire loro significati diversi anche in base alle associazioni realizzate.

 

Il mondo in una scatola
La fotografia contemporanea riflette la complessità di un mondo che si sta trasformando rapidamente dal punto di vista dello spazio: la popolazione mondiale cresce vertiginosamente e si sposta in maniera massiccia, le città si espandono, i confini si modificano. Per dare voce agli stravolgimenti geopolitici e sociali, molti fotografi hanno superato l’approccio puramente documentaristico e stanno sviluppando nuove letture dello spazio, a cavallo fra documento e allegoria. Le foto scattate da Benny Lam all’interno di minuscoli appartamenti di Hong Kong ben rappresentano questo connubio: il fotografo spinge a osservare la specie umana che gremisce le metropoli dall’alto, assumendo il punto di vista di uno scienziato al microscopio. In laboratorio si lavorerà sulla rappresentazione dello spazio e sull’ del punto di vista in relazione a nuove letture e cambiamenti di senso.

 

Qual è la verità?
Per molto tempo la fotografia è stata considerata semplicemente una tecnica di riproduzione della realtà. È stato lungo il percorso che l’ha portata ad essere elevata al rango delle altre arti, al pari della pittura e della scultura, finalmente considerata anch’essa una forma artistica tout court portatrice di un’interpretazione soggettiva del mondo. Nonostante questo, ancora oggi si tende a considerare “vero” tutto ciò che si vede riprodotto in un’immagine fotografica, dimenticandosi che nel mondo contemporaneo, ancor più che in passato, l’oggetto fotografia può essere il risultato di numerose manipolazioni. A partire da una riflessione sulla soggettività/oggettività del mezzo fotografico, con riferimenti ad alcuni importanti esponenti e correnti della fotografia del passato, gli studenti verranno invitati a interrogarsi sulla credibilità delle immagini fotografiche, ed in particolare a quelle diffuse tramite web e social media.

 

Informazioni e prenotazioni
Attività della durata di 1h30min: 4€ a bambino/ragazzo
Attività della durata di 4h circa: 6€ a bambino/ragazzo
Visita guidata alla mostra per gruppi di minimo 20 bambini/ragazzi: 3€ a bambino/ragazzo
Accompagnatori e ragazzi con disabilità: ingresso gratuito

Informazioni e prenotazioni: 011.088.1150 | didattica@camera.to