Gli artisti selezionati nel 2026

I cinque artisti individuati per FUTURES Photography 2026 sono stati selezionati da François Hébel, direttore artistico di CAMERA, e da Giangavino Pazzola, curatore e coordinatore del programma, a seguito della ricerca condotta dall’istituzione torinese e dalle segnalazioni di un comitato di esperti composto da Daniele De Luigi (curatore e studioso di fotografia contemporanea per Fondazione Ago Modena – ex FMAV – e Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri , Reggio Emilia), e Giuseppe Oliverio (direttore artistico di PhMuseum, Bologna).

Filippo Barbero (Firenze, 1992)
La sua pratica esplora narrazioni intime e temi come la memoria, il senso di appartenenza e il concetto di luogo. È autore del libro Borderland, pubblicato da Witty Books, 2025. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni nazionali e internazionali, tra cui Filter Photo, Chicago (2025); Ogden Museum of Southern Art, New Orleans (2023), Pinakothek der Moderne, Munich (2023), 254Forest Art Space, Bruxelles (2023) e BASE Milano (2023). Il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Penumbra Members Gallery (Penumbra Foundation), Center Forward (Center for Fine Art Photography), e Italian Panorama (PhotoVogue Festival). Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse riviste nazionali e internazionali, sia online che cartacee, tra cui The New Yorker, PhotoVogue, Der Greif, Penumbra Foundation, Lucie Foundation, Dear Dave Mag, Artribune, Float Magazine, The Greatest Magazine, Collater.al e molte altre.

Davide Degano (Milazzo, 1990)
Davide Degano vive e lavora tra Italia e Paesi Bassi. Si laurea in Visual Arts presso la Royal Academy of Art (KABK) dell’Aia, dove riceve una menzione d’onore per il Paul Schuitema Award, e poi in Fotografia presso KASK – Royal Academy of Fine Arts di Gand, dove viene premiato con il Fonds Roger De Conynck Prize (2024-2025). La sua ricerca esplora il modo in cui le immagini plasmano memoria, identità e immaginario collettivo, focalizzandosi sulle storie delle terre di confine—geografiche e simboliche. In questo quadro, indaga come le identità nazionali siano state storicamente costruite attraverso regimi visivi che pongono alcuni corpi, territori e storie al centro, relegandone altri ai margini. Le sue fotografie sono state esposte in mostre personali e collettive ospitate da istituzioni e festival come, tra le altre: SCHAUWERK Sindelfingen, Stuttgart (2026), Festival Photo Gaspésie, Québec (2025), Kunsthalle Darmstadt (2025), Museo Friulano della Fotografia (2023).

Sofia Gastaldo (Padova, 2003)
Sofia Gastaldo vive e lavora a Saint-Denis, nella regione parigina. Dopo una prima esperienza nel cinema come assistente alla regia e alla produzione, si avvicina alla fotografia iniziando a sviluppare progetti di ricerca documentaria. Attualmente studia Sociologia presso l’Università di Padova e ha frequentato il corso di reportage della Jack London School of Literature and Photography (2023). La sua ricerca si concentra sulla rilettura del paesaggio sociale e fisico del Nord-Est italiano e in connessione con le dinamiche contemporanee globali. Con progetti e interventi situati esplora l’aspetto sociale di convenzioni, miti e processi di valorizzazione o cancellazione; mentre sul piano personale esplora il rapporto con lo spazio, il proprio ruolo e l’interesse e la passione come pratiche capaci di generare connessioni. Fa parte del programma di mentorship Nouvel Œil di Gaze Magazine presso la Maison Européenne de la Photographie – MEP (2025–2026) ed è stata finalista al Nocivelli Award, dove ha mostrato il suo lavoro (2025).

Giulia Gatti (Fabriano, 1995)
Giulia Gatti vive e lavora a Milano. Ballerina da sempre, dopo un trasferimento a Roma inizia a collaborare con diverse compagnie di danza. In seguito, inizia la sua formazione e ricerca nel campo della fotografia, studiando al New Institute of Design (NID) di Perugia, dove si laurea (2017). I suoi progetti hanno recentemente ottenuto visibilità e premi come, per esempio, il primo premio “Portfolio sul Po” del circuito nazionale FIAF Portfolio Italia (2019), il Premio Marco Pesaresi per la Fotografia Contemporanea (2020), dove ha presentato Su mia madre tira vento, e la partecipazione al format si Sky Arte, Le Fotografe (2023). Attualmente continua il suo viaggio attraverso il Sud America – tra Perù, Bolivia, Argentina, Patagonia e Messico – dedicandosi a esplorazioni e visual essay che combinano danza, fotografia e scrittura. Ha mostrato il suo lavoro in esposizioni personali e collettive tra cui PhotoVogue, Milano (2025), PhEST, Monopoli (2023), SI Fest – Savignano Immagini Festival, Savignano sul Rubicone (2020).

Federica Sasso (Vicenza, 1992)
Federica Sasso vive tra Milano, il Lago di Como e la Svizzera. Il suo lavoro indaga la percezione del corpo umano, l’interazione tra virtuale e reale e l’impatto della tecnologia sulla vita contemporanea, coinvolgendo la progressiva dissoluzione dei confini tra fotografia, video, intelligenza artificiale, realtà virtuale e nuove tecnologie. Le sue opere sono state presentate in festival e gallerie, tra cui Les Rencontres de la Photographie d’Arles (2018), PhotoVogue, Milano (2022), Ars Electronica, Linz (2023), La Quadriennale Roma (2023), Fotografia Europea, Reggio Emilia (2025). Con il ricercatore sonoro Luca Pagan ha fondato 4E Studio, una pratica interdisciplinare che esplora il rapporto tra corpo umano e tecnologia, indagando la creazione di nuovi sensi e percezioni che ridefiniscono il design dell’esperienza umana attraverso un uso innovativo delle nuove tecnologie. Recenti collaborazioni con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Dipartimento di Tecnologie Riabilitative), l’Università di Genova (Dipartimento di Robotica), l’Università di Bologna (Dipartimento di Informatica) e l’Università di Milano (Dipartimento di Filosofia).