Davide Tranchina

La mostra di Davide Tranchina è costruita come un viaggio per appunti negli ultimi venti anni di ricerca dell’autore nato a Bologna nel 1970 e giunto ormai alla piena maturità espressiva, come ha dimostrato anche la sua recente partecipazione alla Quadriennale di Roma, coronata da un ampio riscontro di critica. Appartenente alla generazione di autori cresciuti al confine tra analogico e digitale e particolarmente coinvolto nelle tematiche relativa all’ambiguità dell’immagine fotografica, della sua costruzione e del suo rapporto con la realtà, Tranchina ha pensato per questa occasione espositiva di rileggere alcune delle tappe fondamentali del suo percorso: una riflessione sul proprio passato – e su quello del mezzo – che si conclude invece con un’opera totalmente inedita, pensata e realizzata appositamente per la Project Room di CAMERA.

 

La mostra è a cura di Walter Guadagnini che segue da anni il lavoro di Tranchina, con il quale collabora anche all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove entrambi insegnano nel corso specialistico Biennale di Fotografia.

 

Letizia Battaglia

Dopo il successo delle prime tappe allo Château de Tours, al festival Les Rencontres d’Arles e, più recentemente, al Museo Civico San Domenico di Forlì, nell’autunno 2026, approda a CAMERA Torino la grande mostra dedicata a Letizia Battaglia.

L’esposizione, a cura di Walter Guadagnini, esplora la vita e l’opera della grande fotografa siciliana, restituendo la ricchezza e la diversità della sua espressione artistica e il suo costante impegno sociale e civile. Un viaggio intenso attraverso oltre 200 immagini, tra cui le celebri fotografie sui tragici eventi di mafia, nelle quali la cronaca si intreccia alla denuncia in una coraggiosa interpretazione del lavoro di fotoreporter.

 

Coprodotta da CAMERA Torino e da Jeu de Paume, in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia, la mostra evidenzia anche il desiderio della fotografa di raccontare l’anima della sua terra, Palermo e la Sicilia, restituendone insieme luci e ombre: le difficoltà quotidiane e la dignità delle persone, l’amore e la gioia, la bellezza nei giovani volti, la dimensione rituale e identitaria delle feste religiose, fino alle toccanti realtà di vita in un ospedale psichiatrico.

Completano il percorso espositivo anche 22 riviste con cui la fotografa ha collaborato e di cui, in alcuni casi, è stata anche fondatrice ed editrice, oltre a un docufilm sulla sua vita.

Werner Jeker

Werner Jeker (Svizzera, 1944) rappresenta un caso unico nel panorama internazionale della grafica applicata alla fotografia e la mostra che CAMERA Torino gli dedica costituisce una prima assoluta.

Jeker è infatti considerato uno dei migliori graphic designer specializzati in affissione della sua generazione: il perfetto equilibrio che riesce a creare tra fotografia e tipografia non ha eguali e il suo linguaggio visivo trascende la sola funzione pubblicitaria affermandosi come autentica opera grafica.

Werner Jeker è autore di oltre 800 manifesti, realizzati in particolare per istituzioni culturali; la mostra ne presenta un’ampia selezione, con un focus sui lavori che integrano la fotografia.

 

La mostra è curata da François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

Harry Gruyaert

Tra gli anni Settanta e Ottanta Harry Gruyaert (Belgio, 1941), membro di Magnum Photos, è stato uno dei pochi fotografi europei a conferire al colore una dimensione puramente creativa: una percezione emotiva, non narrativa, e una visione del mondo radicalmente grafica. Alcuni fotografi americani, tra cui Saul Leiter e William Eggleston, avevano già intrapreso questo percorso; le loro opere portarono Gruyaert a cogliere le potenzialità espressive che stavano emergendo in un momento storico in cui la fotografia era ancora prevalentemente celebrata in bianco e nero.

 

Oggi, il successo di Harry Gruyaert è internazionale. La mostra presentata a CAMERA Torino rappresenta la sua prima grande retrospettiva in Italia. Costruita secondo un percorso cronologico, l’esposizione si apre con i TV shots, un’esperienza unica di dialogo tra le prime televisioni a colori e la fotografia. Il percorso illustra l’evoluzione del suo linguaggio grafico, influenzato dai numerosi viaggi, nei quali ogni Paese si distingue, ai suoi occhi, per specifiche qualità cromatiche. La sua ricerca artistica ha inoltre beneficiato dell’evoluzione delle tecniche fotografiche, dal film Kodachrome e dalla stampa Cibachrome del XX secolo fino alle ampie possibilità offerte dal digitale nel XXI secolo.

 

La mostra è curata da François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

Edward Weston. La materia delle forme

CAMERA presenta Edward Weston. La materia delle forme, la grande mostra organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, che dopo le tappe di Madrid e Barcellona approda per la prima volta in Italia.

Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026, l’esposizione riunisce 171 fotografie e offre una vasta antologia dell’opera di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), una delle figure centrali della fotografia moderna nordamericana.

Curata da Sérgio Mah, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di attività, dal 1903 al 1948, dalle prime sperimentazioni pittorialiste alla piena maturità della straight photography. Il percorso mette in luce il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 – nel definire la fotografia come linguaggio autonomo, rigoroso e profondamente moderno, in dialogo e in contrasto con le avanguardie europee.

Attraverso immagini in bianco e nero di straordinaria precisione formale, realizzate con la fotocamera a grande formato, Weston esplora nature morte, nudi, paesaggi e ritratti diventati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, la sua opera offre una prospettiva unica sull’affermazione della fotografia come elemento centrale della cultura visiva contemporanea.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore e da un programma di iniziative di educazione all’immagine rivolte a pubblici diversi per età e formazione.

 

La radio ufficiale della mostra è Radio Monte Carlo.

Tina Modotti a Perugia

Dopo il successo a CAMERA, la mostra Tina Modotti. L’opera apre a Palazzo della Penna a Perugia.
Un viaggio unico ed emozionante, visitabile dal 18 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, che presenta più di 200 immagini, tra cui alcuni scatti inediti frutto delle ultime ricerche in Messico e Stati Uniti del curatore Riccardo Costantini, oltre a numerosi documenti e oggetti rari, dalla macchina fotografica che Modotti usava all’epoca, alla sua preziosa borsa “istoriata” da viaggio, per un ritratto denso e ricchissimo di una straordinaria fotografa e artista italiana.

 

Tina Modotti è stata infatti una figura poliedrica – attrice, modella, attivista, autrice di saggi, pittrice e fotografa – la cui vita si è intrecciata con la storia politica e culturale del Novecento. La mostra ne ripercorre tutto il percorso artistico e creativo, dalle prime esperienze a Hollywood fino alla maturità artistica in Messico, mettendo in luce le sue “fotografie oneste”, libere da virtuosismi, attente all’immediatezza e alla sperimentazione. Immagini che raccontano la bellezza e la dignità del lavoro, la condizione femminile, le contraddizioni del progresso e il fervore politico di un’epoca segnata da grandi trasformazioni.

 

 

La mostra è promossa dal Comune di Perugia, Le Macchine Celibi soc. Coop. e realizzata in collaborazione con Cinemazero.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.

REALI. Biografie Quotidiane

Dettagli di parchi, di strade, di oggetti custoditi in spazi istituzionali o privati, ricostruiscono un quadro di vita ordinaria che racconta Venaria Reale tra presente e passato. È la mostra REALI. Biografie quotidiane che nell’ambito di IMMAGINARIA 2025 riunisce i progetti fotografici di Anna Adamo (Milano, 1991) e Alessio Pellicoro (Taranto, 1994), talenti FUTURES selezionati da CAMERA rispettivamente nel 2024 e nel 2025. I loro lavori indagano le dinamiche storiche, sociali e spaziali che hanno attraversato – e continuano a percorrere – le comunità e gli spazi urbani e rurali, documentando allo stesso tempo la presenza degli stessi artisti in azione sul posto.

 

Nel progetto di Anna Adamo, ORME, Or Me (2025), esposta al Visitor Center di Venaria in via Mensa, l’artista, mescola materiali provenienti da varie raccolte fotografiche personali e pubbliche con immagini realizzate in pellicola, componendo, grazie a frammenti sparsi nel territorio, una possibile mappa visiva che combina osservazione e immaginazione. L’interesse verso vecchie e nuove storie da ascoltare e ritrarre si scontra con l’impossibilità della fotografia di raccontare la totalità del reale, ma di offrirne solo versioni parziali attraverso il filtro dell’autrice e dei suoi percorsi all’interno di luoghi e comunità.

 

Nella ricerca La materia che respira, l’aria che conserva (2025), Alessio Pellicoro elabora invece un racconto del paesaggio fisico e culturale di Venaria traendo ispirazione dal torrente Ceronda. Un interessante sistema naturale che rappresenta, infatti, un elemento di autenticità del territorio poiché lo scorrere delle sue acque ha storicamente accompagnato tutte le metamorfosi dello spazio urbano e rurale circostante. Camminando lungo le sponde del fiume, l’autore immortala – anche grazie a un sapiente uso del flash – elementi naturali, biologici e architettonici, accompagnando lo spettatore in un percorso senza tempo, dal giorno alla notte, che richiama le diverse realtà ancora presenti sul territorio attraverso riferimenti culturali legati alla storia produttiva della città

 

La mostra inaugura sabato 6 dicembre 2025 alle 16:00 alla Biblioteca Civica Tancredi Milone, con un talk dei due fotografi insieme al curatore Giangavino Pazzola.

 

REALI. Biografie quotidiane è un progetto di CAMERA, realizzato nell’ambito di IMMAGINARIA 2025. 

Margaret Bourke-White a Reggio Emilia

Dopo l’esposizione a Torino nel 2024, la mostra prodotta da CAMERA, Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960 arriva dal 25 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026 nelle sale dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia.

 

Attraverso oltre 150 fotografie di straordinaria forza, l’esposizione racconta le profonde trasformazioni del mondo moderno e offre un ritratto vivido di una delle figure più emblematiche della fotografia del Novecento. Un percorso affascinante, a cura di Monica Poggi, che ripercorre il lavoro, la vita e l’esperienza umana di Margaret Bourke-White, testimone instancabile del suo tempo e pioniera capace di superare barriere e confini di genere.

Durante il periodo di mostra, con un programma di incontri pubblici con i più importanti specialisti del settore, sarà approfondito il cosiddetto “Secolo americano”, insieme di caratteri storici, culturali, ideologici, economici e sociologici che hanno segnato il secolo trascorso e ancora incidono profondamente nella cultura e nelle vicende del presente.

 

Per conoscere orari e giorni di apertura dei Chiostri di San Pietro, clicca qui.

Letizia Battaglia a Forlì

Un racconto composto da oltre 200 fotografie tra vita privata e impegno professionale e civile: dal 18 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 arriva al Museo Civico San Domenico di Forlì la grande fotografa siciliana Letizia Battaglia con una mostra presentata per la prima volta in Italia, ideata e realizzata da CAMERA, dal Jeu de Paume di Parigi, e con la collaborazione dell’Archivio Letizia Battaglia.

 

Letizia Battaglia. L’opera: 1970-2020, a cura di Walter Guadagnini, esplora l’intero percorso creativo di Letizia Battaglia (1935-2022) attraverso fotografie, libri, giornali e riviste provenienti dal suo archivio, testimoniando la varietà dei suoi interessi e la continuità del suo impegno civile.

 

Presentata nel 2024 al Jeu de Paume di Tours e al festival internazionale Rencontres d’Arles nel 2025, per la tappa forlivese il progetto è stato aggiornato e arricchito arrivando a comprendere 210 fotografie (alcune delle quali inedite), 22 riviste con cui la fotografa ha collaborato e che di cui in alcuni casi è stata anche fondatrice ed editrice, nonché un docufilm sulla sua vita.

 

 

Per conoscere gli orari e i giorni di apertura del Museo Civico San Domenico di Forlì, clicca qui.

Cristian Chironi. Abitare l’immagine

Il 24 ottobre 2025 apre nella Project Room di CAMERA la mostra Cristian Chironi. Abitare l’immagine dedicata alla lettura del rapporto tra fotografia e performance nell’opera multidisciplinare dell’artista sardo (Nuoro, 1974).

Curato da Giangavino Pazzola, il percorso espositivo include una selezione dei lavori che ripercorrono la ricerca dell’artista dagli esordi sino ad oggi, mostrando come le strategie di autoritratto, di messa in scena, di creazione dei personaggi e di costruzione dell’ambientazione prendano parte al valore costruttivo ed espressivo delle immagini.
È evidente già dai lavori a cavallo degli anni Duemila, infatti, che la poetica dell’autore non consideri solamente l’uso della fotografia come documento orientato a immortalare l’azione del corpo in movimento: le modalità inedite adottate in progetti come Lina (2004), Offside (2007), DK (2009) o Cutter (2010) rivelano il ruolo centrale dell’immagine fotografica nell’indagare la complessità delle relazioni personali, della propria identità, del rapporto con le culture mondiali attraverso la creazione di un immaginario di fantasia che altera la percezione della realtà.

Progetti più recenti come My house is a Le Corbusier (2015 – in corso) completano il racconto della sua pratica, allargando all’uso ibrido dell’immagine che l’artista raggiunge con l’utilizzo del collage, del video e dell’installazione.