Voci Nascoste a Emarèse

Dopo l’esposizione a Torino nel 2024, la mostra realizzata da CAMERA e Chora Media, in partnership culturale con Lavazza, verrà inaugurata al centro Le Milieu di Emarèse nel contesto di Mine Festival.

 

Da venerdì 12 giugno, sarà possibile visitare la mostra che presenta tre progetti fotografici commissionati ad Arianna Arcara, Antonio Ottomanelli e Roselena Ramistella dedicati al tema delle minoranze linguistiche nelle aree interne italiane. Un percorso multidisciplinare che unisce fotografia contemporanea, materiali raccolti nei territori e nelle comunità coinvolte e una serie di podcast realizzati da Chora Media, dando vita a un archivio in divenire sulle marginalità linguistiche e sulle questioni culturali, sociali e identitarie ad esse collegate.

Voci Nascoste. Le lingue che resistono costruisce un paesaggio visivo e sonoro in cui la fotografia incontra la storia, la memoria, la vitalità delle persone e la dimensione simbolica dei luoghi, delle feste e dei miti. Al centro del progetto vi è un patrimonio di conoscenze, pratiche e storie in continua trasformazione: il risultato di migrazioni, coesistenze, dispersioni linguistiche, marginalità numeriche e centralità culturali che restituiscono la diversità come valore identitario.

 

La mostra è inserita all’interno del Mine Festival – nuovo festival partecipativo che dal 12 al 14 giugno 2026 porterà nel comune valdostano tre giorni di arte, musica, fotografia, parole, laboratori e convivialità – e invita il pubblico a riflettere sul valore delle lingue minoritarie non come tracce del passato, ma come presenze vive, fragili e necessarie, capaci di raccontare un’Italia plurale, complessa e profondamente legata ai propri territori.
Il progetto è organizzato dall’Associazione La Clé sur la Porte ETS è sostenuto dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria

Alfred Eisenstaedt, protagonista indiscusso della fotografia del Novecento, è al centro di La fotografia era nell’aria, un progetto espositivo a cura di Monica Poggi, prodotto da CAMERA e organizzato dal Comune di Abano Terme e da D’Uva per il MUNAV.

La mostra si articola in due sedi, Museo Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme (dal 16 maggio al 20 settembre) e il Museo Storico Navale di Venezia (dal 22 maggio al 22 novembre), proponendo un percorso complementare che ripercorre la carriera di uno dei padri del fotogiornalismo.

Dalla Germania del primo dopoguerra agli Stati Uniti, dove si stabilisce nel 1935 diventando una firma storica di Life, Eisenstaedt ha raccontato con straordinaria sensibilità i grandi eventi e i protagonisti del suo tempo. Celebre il suo scatto del 1945 a Times Square, simbolo della fine della Seconda guerra mondiale.

Tra reportage storici, scene di vita quotidiana e ritratti iconici – da Einstein a Marilyn Monroe – il suo lavoro restituisce un racconto visivo ricco, dinamico e ancora oggi attuale.

Un progetto che celebra la forza della fotografia e il dialogo tra luoghi e istituzioni, riportando in vita quell’energia creativa che, come suggerisce il titolo, continua a essere “nell’aria”.

Toni Thorimbert. Donne in vista

In occasione di EXPOSED Torino Photo Festival, dal 9 aprile al 2 giugno la Project Room ospita la mostra Toni Thorimbert. Donne in vista.

Il progetto, ideato da Luca Beatrice, nasce come omaggio di Toni Thorimbert e Walter Guadagnini all’amico e critico d’arte scomparso prematuramente lo scorso anno.

La mostra riunisce circa sessanta fotografie selezionate dall’archivio di Thorimbert, tutte dedicate alla figura femminile. Realizzati nell’arco di oltre trent’anni di attività, gli scatti ritraggono donne celebri e figure anonime, evidenziando la capacità del fotografo di muoversi tra registri diversi: dal ritratto ufficiale a quello più intimo, dall’estetica della fotografia di moda a immagini nate al di fuori di committenze.

Il percorso espositivo è un viaggio nella fotografia e nella rappresentazione della donna. Il titolo Donne in vista allude sia alla presenza di figure pubbliche – tra cui Victoria Abril, Francesca Neri, Natalia Ginzburg, Inge Feltrinelli, Ornella Vanoni, Eleonora Giorgi, Nancy Brilli e Monica Belluccisia alla volontà del fotografo di mettere in primo piano volto e corpo femminile.

Al centro della mostra due immagini: i ritratti della madre e della figlia del fotografo. Due fotografie che condensano il senso del progetto e suggeriscono una riflessione sulla fotografia come spazio in cui esperienza personale e ricerca della bellezza si incontrano, indipendentemente dal contesto o dal soggetto ritratto.

La mostra continua con un suo spin-off nelle sale dell’NH Collection Piazza Carlina.

Torino 4×4. Fotografie di una nuova era

Nell’ambito di EXPOSED Torino Photo Festival, CAMERA e Fondazione Boscolo sono felici di presentare la mostra Torino 4×4. Immagini di una nuova era, ospitata dal 2 aprile al 2 giugno nella corte di Palazzo Carignano.

Torino 4×4 è un progetto fotografico che unisce arte e impegno sociale per raccontare la città attraverso le sue realtà virtuose: sistemi capaci di generare trazione e inclusione anche su “terreni difficili” e situazioni di fragilità sociale. La mostra è curata da Marco Rubiola e François Hébel, in collaborazione con PiazzaSanMarco.

Questo esordio avvia una mappatura del territorio che proseguirà nel 2027, intrecciando il lavoro di quattro fotografi con quattro realtà del sociale.

 

Deka Mohamed Osman x Hackability
Hackability è organizzazione non-profit che co-progetta soluzioni tecnologiche e ausili per l’autonomia di persone con disabilità e anziani.

Fabio Bucciarelli x Insuperabili
Insuperabili è una rete di scuole di calcio inclusive per atleti con disabilità, che promuove lo sport come strumento di crescita multidisciplinare.

Marco Rubiola x Nove ¾
Nove ¾ è il centro dedicato al supporto di giovani (16-25 anni) in condizione di ritiro sociale (Hikikomori). Il centro è parte della Fondazione Gruppo Abele.

Enrico Gili x Progetto Tenda
Progetto Tenda è una cooperativa attiva nell’accoglienza di rifugiati, vittime di tratta e persone senza dimora tramite l’approccio Housing First.

 

Si ringraziano le Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

Davide Tranchina. Lightyears Away

Dal 17 ottobre 2026 al 6 gennaio 2027, la Project Room di CAMERA ospita Davide Tranchina. Lightyears Away, mostra personale dedicata a uno dei protagonisti più autorevoli della fotografia italiana contemporanea.

 

Realizzata in collaborazione con la Galleria Studio G7 di Bologna e curata da Walter Guadagnini, l’esposizione ripercorre oltre vent’anni di ricerca dell’artista bolognese, nato nel 1970 e recentemente protagonista anche alla Quadriennale di Roma.

Attraverso una selezione di opere che attraversano alcuni dei momenti più significativi del suo percorso, la mostra restituisce una riflessione costante sull’immagine fotografica, sui suoi processi di costruzione e sul rapporto, mai univoco, tra fotografia e realtà. Appartenente a una generazione formatasi nel passaggio dall’analogico al digitale, Tranchina ha sviluppato nel tempo una pratica che mette in discussione i confini tra esperienza del reale, percezione e rappresentazione.

Per CAMERA, l’artista rilegge alcuni nuclei centrali della propria ricerca in un percorso espositivo che culmina in un’opera inedita, concepita e realizzata appositamente per gli spazi della Project Room.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.

Letizia Battaglia. L’opera 1970-2020

Dopo il successo delle prime tappe allo Château de Tours, al festival Les Rencontres d’Arles e al Museo Civico San Domenico di Forlì, dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 CAMERA presenta la grande mostra dedicata a Letizia Battaglia.

 

Curata da Walter Guadagnini e coprodotta da CAMERA Torino e Jeu de Paume, in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia, l’esposizione ripercorre la vita e l’opera della fotografa siciliana attraverso oltre 200 immagini, restituendo la ricchezza della sua ricerca artistica e il suo costante impegno sociale e civile.

Il percorso presenta le celebri fotografie dedicate agli anni della mafia, ma offre anche un’ampia panoramica sui temi che hanno attraversato tutta la sua produzione. Palermo e la Sicilia emergono come luoghi dell’anima, raccontati nelle loro contraddizioni: le difficoltà quotidiane e la dignità delle persone, l’amore e la gioia, la bellezza dei giovani volti, la dimensione identitaria delle feste religiose, fino alle toccanti immagini realizzate all’interno di un ospedale psichiatrico.

Ad ampliare il racconto della sua straordinaria vicenda umana e professionale contribuiscono 22 riviste con cui Battaglia collaborò – e che, in alcuni casi, fondò e diresse – e un docufilm dedicato alla sua vita.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.

Main Partner della mostra: Intesa Sanpaolo.

Werner Jeker. Photo Typo

Werner Jeker (Svizzera, 1944) rappresenta un caso unico nel panorama internazionale della grafica applicata alla fotografia e la mostra che CAMERA Torino gli dedica costituisce una prima assoluta.

Jeker è infatti considerato uno dei migliori graphic designer specializzati in affissione della sua generazione: il perfetto equilibrio che riesce a creare tra fotografia e tipografia non ha eguali e il suo linguaggio visivo trascende la sola funzione pubblicitaria affermandosi come autentica opera grafica.

Werner Jeker è autore di oltre 800 manifesti, realizzati in particolare per istituzioni culturali; la mostra ne presenta un’ampia selezione, con un focus sui lavori che integrano la fotografia.

 

La mostra è curata da François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.

Harry Gruyaert. Retrospettiva

Tra gli anni Settanta e Ottanta Harry Gruyaert (Belgio, 1941), membro di Magnum Photos, è stato uno dei pochi fotografi europei a conferire al colore una dimensione puramente creativa: una percezione emotiva, non narrativa, e una visione del mondo radicalmente grafica. Alcuni fotografi americani, tra cui Saul Leiter e William Eggleston, avevano già intrapreso questo percorso; le loro opere portarono Gruyaert a cogliere le potenzialità espressive che stavano emergendo in un momento storico in cui la fotografia era ancora prevalentemente celebrata in bianco e nero.

 

Oggi, il successo di Harry Gruyaert è internazionale. La mostra presentata a CAMERA Torino rappresenta la sua prima grande retrospettiva in Italia. Costruita secondo un percorso cronologico, l’esposizione si apre con i TV shots, un’esperienza unica di dialogo tra le prime televisioni a colori e la fotografia. Il percorso illustra l’evoluzione del suo linguaggio grafico, influenzato dai numerosi viaggi, nei quali ogni Paese si distingue, ai suoi occhi, per specifiche qualità cromatiche. La sua ricerca artistica ha inoltre beneficiato dell’evoluzione delle tecniche fotografiche, dal film Kodachrome e dalla stampa Cibachrome del XX secolo fino alle ampie possibilità offerte dal digitale nel XXI secolo.

 

La mostra è curata da François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

 

 

La mostra è realizzata:
In collaborazione con Magnum Photos
Con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Rappresentanza delle Fiandre in Italia, Consolato Onorario del Regno del Belgio a Torino.
Con il supporto di Cegeka.
Con il patrocinio di Ambasciata del Regno del Belgio in Italia, Regione Piemonte, Città di Torino
Si ringrazia Fondazione MAST

 

La radio ufficiale è Radio Monte Carlo.

Edward Weston. La materia delle forme

CAMERA presenta Edward Weston. La materia delle forme, la grande mostra organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, che dopo le tappe di Madrid e Barcellona approda per la prima volta in Italia.

Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026, l’esposizione riunisce 171 fotografie e offre una vasta antologia dell’opera di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), una delle figure centrali della fotografia moderna nordamericana.

Curata da Sérgio Mah, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di attività, dal 1903 al 1948, dalle prime sperimentazioni pittorialiste alla piena maturità della straight photography. Il percorso mette in luce il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 – nel definire la fotografia come linguaggio autonomo, rigoroso e profondamente moderno, in dialogo e in contrasto con le avanguardie europee.

Attraverso immagini in bianco e nero di straordinaria precisione formale, realizzate con la fotocamera a grande formato, Weston esplora nature morte, nudi, paesaggi e ritratti diventati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, la sua opera offre una prospettiva unica sull’affermazione della fotografia come elemento centrale della cultura visiva contemporanea.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore e da un programma di iniziative di educazione all’immagine rivolte a pubblici diversi per età e formazione.

 

La radio ufficiale della mostra è Radio Monte Carlo.

Tina Modotti a Perugia

Dopo il successo a CAMERA, la mostra Tina Modotti. L’opera apre a Palazzo della Penna a Perugia.
Un viaggio unico ed emozionante, visitabile dal 18 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, che presenta più di 200 immagini, tra cui alcuni scatti inediti frutto delle ultime ricerche in Messico e Stati Uniti del curatore Riccardo Costantini, oltre a numerosi documenti e oggetti rari, dalla macchina fotografica che Modotti usava all’epoca, alla sua preziosa borsa “istoriata” da viaggio, per un ritratto denso e ricchissimo di una straordinaria fotografa e artista italiana.

 

Tina Modotti è stata infatti una figura poliedrica – attrice, modella, attivista, autrice di saggi, pittrice e fotografa – la cui vita si è intrecciata con la storia politica e culturale del Novecento. La mostra ne ripercorre tutto il percorso artistico e creativo, dalle prime esperienze a Hollywood fino alla maturità artistica in Messico, mettendo in luce le sue “fotografie oneste”, libere da virtuosismi, attente all’immediatezza e alla sperimentazione. Immagini che raccontano la bellezza e la dignità del lavoro, la condizione femminile, le contraddizioni del progresso e il fervore politico di un’epoca segnata da grandi trasformazioni.

 

 

La mostra è promossa dal Comune di Perugia, Le Macchine Celibi soc. Coop. e realizzata in collaborazione con Cinemazero.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.