Mostra

Horst P. Horst. Style and Glamour

Fino al 4 luglio 2021

Il percorso espositivo curato da Giangavino Pazzola si sviluppa in maniera cronologica e, con una selezione di oltre 150 opere di vario formato, prende in considerazione i principali periodi creativi di Horst, ripercorrendone la storia negli snodi fondamentali della sua evoluzione, dagli esordi alle ultime realizzazioni.

Le diverse sezioni si articolano in maniera tale da sottolineare alcuni punti salienti dell’intera produzione artistica di Horst: il legame con l’arte classica che, tuttavia, non esclude le influenze delle avanguardie; l’indagine visiva sull’armonia e l’eleganza della figura umana impreziosita dalla perfetta padronanza dell’illuminazione della scena; la proficua e duratura collaborazione con “Vogue”, rivista per la quale il fotografo ha firmato decine di copertine; i ritratti di personaggi del mondo della moda e dell’arte, spesso ambientati nelle proprie dimore, immagini attraverso le quali l’autore rivela ancora una volta le sue indiscutibili capacità compositive.

La prima sezione funge da introduzione all’autore e ai suoi interessi di ricerca: il rapporto natura-cultura, il ritratto ambientato e la grande cura del dettaglio, elementi riscontrabili sia nelle fotografie nelle quali immortala il milieu intellettuale della Parigi degli anni Trenta che negli autoritratti e nelle nature morte. Nella seconda sezione, trovano spazio le opere realizzate durante la fase parigina e quella newyorchese, periodi molto prolifici, influenzati dal romanticismo e dal surrealismo, durante i quali realizza immagini iconiche quali Mainbocher Corset, Paris, 1939, e Hand, Hands, New York, 1941. L’uso del colore nella fotografia di moda è il soggetto che apre la sezione nella quale vengono ospitate le più celebri copertine di “Vogue”. A fare da trait d’union troviamo le sorprendenti immagini d’interni realizzate a partire dagli anni Quaranta e divenute presto una delle occupazioni principali del fotografo, anche grazie all’interesse di Diana Vreeland (direttrice di “Vogue” dal 1962), che commissiona ad Horst una serie di servizi su case e giardini degli artisti e delle celebrità. Tra tanti realizzati dall’autore, un focus viene dedicato all’Italia, con l’appartamento romano dell’artista Cy Twombly, adornato di proprie opere e sculture classiche, e con il fascino senza tempo della tenuta di Villar Perosa, all’interno della quale posa un’elegantissima Marella Agnelli.

A completare la mostra, che si muove sempre a cavallo tra le opere più note dell’autore e una serie sorprendenti inediti, le immagini tratte dalla rinomata serie Round the clock, New York, 1987, ultima sintesi di radicalità, talento e visione di una delle figure di spicco della fotografia del XX secolo.

La mostra è realizzata grazie alla collaborazione con l’Horst P. Horst Estate e Paci contemporary gallery di Brescia.

 

 

Horst P. Horst (Weißenfels, 1906 – Palm Beach, 1999)
Horst Paul Albert Bohrmann nasce nel 1906 a Weißenfels. Cresce a contatto con gli artisti del Bauhaus e, dopo gli studi in Design ad Amburgo, lascia la Germania e si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese diventa, per un breve periodo, assistente di Le Corbusier e frequenta il vivace ambiente artistico parigino, conoscendo anche George Hoyningen-Huene,  all’epoca uno dei più importanti fotografi di moda. Da buon mentore, prima lo introduce ai segreti della fotografia e, nel 1931, lo presenta a Cecil Beaton, allora direttore artistico di “Vogue”, che a sua volta lo assume come fotografo per l’edizione francese. Nel 1937 si trasferisce a New York per lavorare  all’edizione americana della rivista ma, dopo uno screzio con l’editore Condé Nast, Horst torna a Parigi ben prima dello scadere del contratto. Tornato in Europa, lavora nuovamente per l’edizione francese della rivista, continuando a pubblicarvi fino allo scoppio della guerra. In quegli anni frequenta intellettuali e artisti come Cocteau, Bérard e Dalí, con il quale collabora creando alcuni dei suoi scatti più celebri, dalla forte impronta surrealista. Nel 1939 realizza la sua fotografia più famosa: Mainbocher Corset. Subito dopo fugge dall’Europa e torna negli Stati Uniti, dove si stabilisce definitivamente. Nel 1943 ottiene la cittadinanza statunitense, abbandonando definitivamente il nome tedesco e adottando un più internazionale Horst P. Horst. Nello stesso anno viene arruolato nell’esercito, riuscendo però ad evitare il campo di battaglia lavorando come fotografo. Al termine della guerra si allontana dal mondo della moda e si dedica maggiormente alla pubblicità, ritornando poi a lavorare per “Vogue” negli anni Sessanta e per “House&Garden” nel decennio successivo, quando ritrae le case dell’alta società internazionale e delle celebrities. Da lì a poco il suo lavoro inizia a essere esposto in mostre in tutto il mondo, e il suo nome viene consacrato fra quello dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Horst P. Horst muore nel 1999 nella sua casa di Palm Beach.